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L’oro olandese cambia caveau: perché forma e custodia dell’oro fanno la differenza

L’oro olandese cambia caveau: perché forma e custodia dell’oro fanno la differenza

Sono ben 86 le tonnellate di oro olandese che sono state trasferite dai caveau del Nord America a Londra. Qual è il motivo di questa decisione?

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L’oro olandese cambia caveau: perché forma e custodia dell’oro fanno la differenza

Careisgold

Data pubblicazione: 04/09/2026

Il 2 settembre 2026 la Nederlandsche Bank (DNB), la banca centrale dei Paesi Bassi, ha annunciato di aver completato un’importante riorganizzazione delle proprie riserve auree. 

 

Tra marzo e agosto di quest’anno sono state ricollocate circa 86 tonnellate di oro da New York e Ottawa a Londra, uno dei principali centri mondiali per il mercato dell’oro fisico. Una quantità pari a poco più di un quarto delle circa 313 tonnellate precedentemente custodite tra Stati Uniti e Canada e a circa il 14% delle riserve complessive olandesi. 

 

Questa operazione non ha portato la DNB ad aumentare la propria riserva aurea, anche perché le 612,4 tonnellate possedute, valutate 72,2 miliardi di euro a fine 2025, sono rimaste le stesse. Ciò che è cambiato, invece, è il modo in cui una parte di quell’oro è collocata e, soprattutto, la facilità con cui potrebbe essere utilizzata qualora fosse necessario.

 

 

Dati chiave in sintesi

 

 

Instabilità geopolitica e necessità di oro più facilmente utilizzabile

Prima di questa operazione, il 31,3% delle riserve olandesi era custodito a New York, il 19,7% a Ottawa, il 18,1% a Londra e il 30,8% nei Paesi Bassi, presso il Cash Centre della DNB a Zeist. Dopo il trasferimento, la quota di Londra è salita al 32,1%, mentre New York e Ottawa custodiscono entrambe il 18,5%. La quota conservata nei Paesi Bassi è rimasta invariata, come riportato dal comunicato stampa della stessa DNB. 
La banca centrale olandese ha motivato questa sua scelta con “la crescente instabilità geopolitica” e la necessità di “rafforzare la capacità di reazione in caso di crisi.

 

Inoltre, un’altra motivazione riguarda il miglioramento della “tradability”, ovvero la negoziabilità delle riserve, e una distribuzione geografica più equilibrata delle proprie riserve auree. Non è stata, quindi, una semplice scelta logistica, poiché per una banca centrale conta non solo possedere oro, ma anche poterlo mobilizzare in modo efficiente quando necessario. La DNB sottolinea che il metallo custodito presso la Bank of England deve rispettare moderni standard internazionali e può quindi essere utilizzato più rapidamente e direttamente rispetto a parte dell’oro conservato in Nord America. 

 

È qui che entra in gioco la negoziabilità.

 

 

Che cosa significa che un lingotto è “negoziabile”?

Dal punto di vista chimico, l’oro è oro, ma non tutti i lingotti sono equivalenti dal punto di vista operativo: nel mercato professionale londinese esistono caratteristiche precise in merito a peso, purezza, marchiatura e caratteristiche fisiche dei lingotti.

 

È proprio la London Bullion Market Association (LBMA), l'associazione commerciale internazionale che rappresenta il mercato all'ingrosso dei metalli preziosi a Londra, che definisce attraverso le Good Delivery Rules gli standard utilizzati nel mercato professionale internazionale.

 

In materia di oro, i cosiddetti London Good Delivery bars sono lingotti in un intervallo ammesso tra i 350-430 once troy, con purezza minima 995‰, sottoposti a requisiti specifici: solamente i lingotti conformi possono essere utilizzati per il regolamento fisico delle operazioni sul mercato Loco London. Questi standard sono importantissimi, infatti anche la Bank of England precisa come nei propri caveau accetti solamente lingotti che siano conformi alle linee guida imposte da LBMA. Questo ci aiuta a comprendere meglio l’operazione della DNB: 59 tonnellate di oro sono state vendute a New York e una quantità equivalente comprata a Londra, già conforme agli standard internazionali.

 

Per le altre 27 tonnellate è stata adottata una soluzione diversa: il metallo proveniente dagli Stati Uniti e dal Canada è stato trasferito fisicamente a Zeist, mentre una quantità analoga di oro già conforme agli standard è stata spostata da Zeist a Londra. In questo modo la banca centrale ha evitato di sottoporre i vecchi lingotti a un processo di rifusione, che avrebbe comportato ulteriori tempi e costi. 

 

Un dettaglio tecnico che racconta bene un principio: la qualità di una riserva non dipende soltanto dalla quantità di oro che contiene, ma anche dalle caratteristiche che ne facilitano l'utilizzo. 

 

 

Non un caso isolato: cambia la geografia delle riserve

Questa scelta olandese, però, non è stata un caso isolato. A tal proposito, pochi mesi fa anche la Banca di Francia ha completato un’operazione simile riguardante 129 tonnellate di oro conservate a New York, corrispondenti circa al 5% delle proprie riserve auree.

 

In questo caso i lingotti non rispondevano agli standard ai quali la banca centrale francese stava progressivamente adeguando il proprio stock. Invece di affrontare un complesso processo logistico, la Banque de France ha scelto di vendere il metallo conservato negli Stati Uniti e acquistare oro conforme agli standard richiesti in Europa, conservandolo a Parigi. Questo ha generato una plusvalenza di 12,9 miliardi di euro.

 

Va sottolineato come anche in questa occasione la riserva complessiva francese è rimasta invariata a 2.437 tonnellate: è cambiata solamente la sua composizione tecnica e la sua localizzazione.

 

 

Perché grandi quantità di oro europeo si trovano negli Stati Uniti?

La presenza di queste grandi riserve auree europee negli Stati Uniti è dovuta a ragioni prettamente storiche. Secondo la Federal Reserve Bank of New York, gran parte dell'oro custodito nei suoi caveau arrivò durante e dopo la Seconda guerra mondiale, quando numerosi Paesi cercavano una collocazione considerata protetta per le proprie riserve. Nei decenni successivi, il sistema monetario di Bretton Woods, nel quale il dollaro era convertibile in oro a un prezzo prestabilito per le autorità monetarie straniere, consolidò ulteriormente il ruolo degli Stati Uniti nella geografia mondiale delle riserve auree.  

 

Anche l’Italia conserva oro negli USA: in un articolo del 3 settembre La Repubblica riporta che “la Banca d’Italia conserva negli Stati Uniti 1.061,5 tonnellate d’oro, pari al 43,29% dell’intera riserva nazionale: poco meno delle 1.100 tonnellate custodite in Italia e molto più delle 149,3 depositate in Svizzera e delle 141,2 nel Regno Unito”.

 

In ogni caso, le operazioni effettuate da Francia e Olanda mostrano come una geografia dell'oro costruita nel corso del Novecento continui a essere aggiornata sulla base delle esigenze operative delle banche centrali di oggi.

 

 

Non fermarsi alla quantità di oro fisico 

Vicende come questa fanno comprendere un principio che può essere utile per comprendere meglio cosa significhi comprare oro fisico da investimento, sia per una banca centrale, che per un privato.

 

Infatti, in fase di acquisto non bisogna soffermarsi unicamente alla quantità di oro, ma vanno considerati ulteriori aspetti: che oro si acquista, da quale filiera proviene, come viene identificato e certificato, dove viene custodito e quali possibilità esistono per entrarne in possesso o cederlo

 

Per il mercato retail, inoltre, è utile fare una distinzione: i piccoli lingotti destinati al risparmiatore non sono i grandi lingotti London Good Delivery da circa 400 once utilizzati nel mercato professionale londinese. Ciò che assume particolare rilevanza è quindi, tra gli altri elementi, la provenienza da raffinerie accreditate Good Delivery, la certificazione del prodotto e la tracciabilità della filiera.

 

È il modello seguito anche da Careisgold SpA per i propri lingotti in oro puro 999,9‰, provenienti da raffinerie accreditate Good Delivery. Nel caso del PAR – Piano di Acquisto Ricorrente o dell’AURUM, all'acquisto del metallo si affiancano diversi servizi che rendono l’acquisto più protetto.

 

 

Non solo quanto oro, ma anche quale, dove e come

La notizia della DNB non ha offerto indicazioni su quanto oro acquistare, ma ha raccontato come viene gestito un bene fisico: modificando posizione, standard e possibilità di utilizzo dell’oro, la banca centrale olandese ha attribuito maggiore importanza alla negoziabilità del bene rifugio.

 

È fondamentale sottolineare questo aspetto, perché quando si parla di oro fisico da investimento, la quantità è soltanto uno degli elementi da considerare: forma, provenienza, certificazione, custodia e accessibilità fanno parte della stessa scelta. 

 

 

FAQ

Cosa significa negoziabilità di un lingotto?

Con negoziabilità di un lingotto si intende la possibilità di utilizzare o scambiarlo in modo efficiente all’interno del mercato di riferimento. Dipende quindi non soltanto dalla presenza fisica dell’oro, ma anche da elementi come le caratteristiche del lingotto, la sua conformità agli standard riconosciuti dal mercato e il luogo in cui è custodito. Nel mercato professionale londinese, ad esempio, sono centrali gli standard London Good Delivery definiti dalla LBMA. 

 

 

L’Olanda ha venduto il suo oro?

No, non ha ridotto le proprie riserve auree complessive, che restano pari a 612,4 tonnellate. Una parte dell’operazione ha previsto la vendita di circa 59 tonnellate detenute a New York e il contestuale acquisto di una quantità equivalente di oro conforme agli standard internazionali a Londra. 

 

 

Dove tiene l’oro la Banca d’Italia?

La Banca d’Italia possiede 2.452 tonnellate d’oro (si tratta della terza riserva aurea nazionale del mondo). Di queste, ne conserva 1.061,5 tonnellate negli Stati Uniti, pari al 43,29% dell’intera riserva nazionale, 1.100 tonnellate in Italia, 149,3 in Svizzera e 141,2 nel Regno Unito.

 

 

Glossario dell entità chiave

  • De Nederlandsche Bank (DNB) — Banca centrale dei Paesi Bassi e membro dell’Eurosistema. Gestisce, tra le altre attività, le riserve ufficiali olandesi, comprese quelle in oro.
  • Bank of England — Banca centrale del Regno Unito. Nei propri caveau custodisce le riserve auree britanniche e oro appartenente ad altre banche centrali e istituzioni, offrendo accesso al mercato londinese dell’oro.
  • London Bullion Market Association (LBMA) — Associazione internazionale di riferimento per il mercato professionale dei metalli preziosi con sede a Londra. Definisce e gestisce gli standard Good Delivery per i lingotti d’oro e d’argento utilizzati nel mercato professionale londinese.
  • Banque de France — Banca centrale della Francia e membro dell’Eurosistema. Gestisce le riserve ufficiali francesi, comprese le riserve auree.
  • Federal Reserve Bank of New York (New York Fed) — Una delle dodici Federal Reserve Banks degli Stati Uniti. Il suo caveau di Manhattan custodisce oro per governi, banche centrali e organizzazioni internazionali.
  • Accordi di Bretton Woods — Sistema monetario internazionale definito nel 1944 che, nel secondo dopoguerra, pose il dollaro statunitense al centro del sistema dei cambi internazionali, con la sua convertibilità in oro per le autorità monetarie straniere.
  • La Repubblica — Quotidiano nazionale italiano fondato nel 1976, che tratta temi di attualità, politica, economia, società e cultura. 
  • Banca d’Italia — Banca centrale della Repubblica Italiana e membro dell’Eurosistema. Svolge funzioni di politica monetaria, vigilanza bancaria e finanziaria, tutela della stabilità del sistema e gestione delle riserve ufficiali del Paese. 

 

 

Fonti e riferimenti

  • DNB improves tradability of gold reserves” — De Nederlandsche Bank, 2 settembre 2026. Comunicato ufficiale della banca centrale olandese relativo al trasferimento di circa 86 tonnellate d’oro dal Nord America a Londra e alla nuova distribuzione geografica delle riserve.
    Consulta la fonte DNB
  • “London Good Delivery – Gold and Silver” — London Bullion Market Association (LBMA). Guida agli standard London Good Delivery, che stabiliscono i requisiti relativi, tra gli altri aspetti, a peso, purezza e caratteristiche dei lingotti utilizzati nel mercato professionale londinese.
    Consulta la guida LBMA
  • “Gold” e “Gold statistics” — Bank of England. Informazioni ufficiali sulla custodia delle riserve auree presso la banca centrale britannica e sugli standard richiesti per i lingotti presenti nei suoi caveau. La Bank of England specifica di accettare lingotti conformi agli standard London Good Delivery della LBMA.
    Consulta le informazioni della Bank of England sull’oro
  • “Banque de France 2025 results” — Banque de France, 2026. Documento ufficiale che descrive l’operazione effettuata su 129 tonnellate d’oro precedentemente custodite a New York e conferma che la consistenza complessiva delle riserve francesi è rimasta invariata a 2.437 tonnellate.
    Consulta la fonte Banque de France
  • “Gold Vault” — Federal Reserve Bank of New York. Approfondimento sulla funzione del caveau della New York Fed e sulle ragioni storiche che portarono numerosi Paesi a custodire negli Stati Uniti parte delle proprie riserve auree durante e dopo la Seconda guerra mondiale.
    Consulta la fonte New York Fed 
  • Oro italiano negli Usa, perché 1.061 tonnellate sono ancora a New York. E dopo l’Olanda conviene spostarle? — La Repubblica. Articolo del 3 settembre 2026 pubblicato sul quotidiano nazionale italiano. Leggi la notizia su Repubblica.
  • Scopri le soluzioni Careisgold adattabili alle tue necessità — Careisgold SpA. Pagina dedicata ai prodotti Careisgold. Scoprili sul sito.

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