Autore:

Careisgold
Data pubblicazione: 24/09/2026
La domanda sorge spontanea: c’è per caso una nuova corsa all’oro? Sono stati scoperti dei dei giacimenti auriferi e la Cina vuole accaparrarsi più oro possibile?
Non proprio. Dietro agli enormi numeri che ci dicono che la Cina sta facendo incetta di oro in questo 2026, c’è molto di più strutturale.
Nei primi otto mesi dell’anno la Cina ha infatti importato oltre 1.140,5 tonnellate di oro, che corrispondono a una spesa di circa 158,8 miliardi di dollari, un aumento considerevole rispetto alle 886 tonnellate (corrispondenti a 96,5 miliardi di dollari) importate in tutto il 2025.
Ma perché proprio ora? Cosa sta facendo la Cina con tutto questo oro?
Dati chiave in sintesi
- Prezzi più bassi e yuan forte: comprare oro è diventato conveniente
- L’oro piace sempre di più agli investitori cinesi
- Anche la Banca centrale continua ad accumulare oro
- Per Pechino l’oro è ormai una risorsa strategica
- Nuovi investitori e nuovi caveau: la Cina costruisce il suo ecosistema dell’oro
- Cosa ci dicono davvero quelle 1.140 tonnellate?
- FAQ
- Glossario delle entità chiave
- Fonti e riferimenti
Prezzi più bassi e yuan forte: comprare oro è diventato conveniente
Tra gennaio e l’estate di quest’anno il prezzo internazionale dell’oro ha attraversato una forte correzione, scendendo dai massimi di circa 5.600 dollari l’oncia sul mercato spot fino all’area dei 4.000 dollari.
Allo stesso tempo, lo yuan si è mantenuto relativamente forte. È esattamente il punto evidenziato dall’analista Zijie Wu di Jinrui Futures: una valuta cinese più forte ha reso le importazioni meno costose e creato condizioni favorevoli affinché le autorità concedessero quote di importazione più generose. Il risultato si è visto soprattutto durante l’estate. A giugno le importazioni sono salite a circa 173 tonnellate, il livello più elevato da oltre due anni.
La Cina, insomma, ha approfittato della finestra aperta dalla discesa delle quotazioni internazionali. Ma il prezzo da solo non basta a spiegare numeri di questa portata.
L’oro piace sempre di più agli investitori cinesi
Il report China gold market update: Official buying accelerated in August stilato da World Gold Council riporta come ad agosto gli ETF cinesi sull’oro hanno raccolto altre 11 tonnellate, portando le disponibilità complessive a 293 tonnellate. Anche i futures sull’oro scambiati a Shanghai hanno registrato un deciso aumento dell’attività.
Questo non significa che ogni segmento del mercato cinese dell’oro stia crescendo allo stesso modo. Ad agosto, come riportato dal report, i prelievi dallo Shanghai Gold Exchange sono diminuiti a 62 tonnellate (-27% rispetto ad agosto 2025) e il settore della gioielleria è rimasto debole. A guidare l’interesse sembra essere soprattutto la componente finanziaria e d’investimento.
Anche la Banca centrale continua ad accumulare oro
E poi c’è il compratore più osservato di tutti: la People’s Bank of China. Ad agosto la banca centrale cinese, sempre secondo il report di WGC, ha dichiarato un incremento delle proprie riserve di 20,2 tonnellate, il maggiore dall’ottobre 2023.
Ma il dato più impressionante è un altro: si tratta del 22° mese consecutivo di aumento delle riserve auree dichiarate. A fine agosto la PBoC disponeva ufficialmente di circa 2.387 tonnellate di oro, che rappresentavano circa il 9% delle riserve valutarie del Paese.
Il World Gold Council interpreta questa dinamica come parte di un processo di diversificazione delle riserve e di rafforzamento della loro resilienza in uno scenario geopolitico sempre più incerto.
E le quantità effettive potrebbero persino essere superiori a quelle comunicate ufficialmente. Goldman Sachs, attraverso proprie stime sugli acquisti delle banche centrali, ha stimato acquisti reali per 35 tonnellate, contro le circa 20 dichiarate.
Per Pechino l’oro è ormai una risorsa strategica
Per capire fino in fondo quello che sta succedendo, però, bisogna uscire dai mercati e guardare alle scelte del governo cinese. Nel Gold Industry High-Quality Development Implementation Plan 2025-2027, varato da nove amministrazioni centrali, Pechino definisce l’oro una “risorsa mineraria strategica” e ne sottolinea il ruolo nella sicurezza industriale e finanziaria nazionale.
Non a caso la Cina parte una posizione già particolare, infatti è da anni il maggior produttore minerario e il maggiore consumatore mondiale di oro. Ecco, quindi, che l’aumento delle importazioni non appare come un fenomeno isolato, ma si inserisce in un progetto più ampio con cui la Cina punta a rafforzare l’intera filiera dell’oro: dalla produzione all’investimento, fino alle infrastrutture finanziarie.
Nuovi investitori e nuovi caveau: la Cina costruisce il suo ecosistema dell’oro
Un ulteriore aspetto da considerare riguarda la possibilità che la Cina ha dato dal 2025 a dieci grandi compagnie assicurative cinesi: Pechino, infatti, le ha autorizzate, nell’ambito di un progetto pilota, a investire parte dei propri asset nel mercato dell’oro.
Un segnale importante che si affianca a quello dello Shanghai Gold Exchange che, sempre nel 2025, ha aperto a Hong Kong il suo primo caveau offshore, destinato a supportare la consegna dell’oro e l’espansione internazionale degli scambi denominati in renminbi. Nel 2026 Hong Kong ha inoltre avviato in via sperimentale un sistema centrale di clearing e settlement dell’oro, mentre il governo punta a portare la capacità di stoccaggio del territorio a oltre 2.000 tonnellate.
La Cina, quindi, non sta semplicemente comprando oro. Sta costruendo attorno all’oro un sistema.
Cosa ci dicono davvero quelle 1.140 tonnellate?
Se si guardano singolarmente, l’ingente quantitativo di oro importato dalla Cina nei primi otto mesi del 2026 potrebbe sembrare solamente il risultato di un momento favorevole per acquistare oro.
Osservando il quadro complessivo, però, si può notare come la Cina stia progressivamente ampliando il ruolo dell’oro all’interno del proprio sistema economico e finanziario, partendo da una situazione già favorevole.
Per questo motivo, il dato dell’importazione sottolinea non solo quanto oro Pechino stia acquistando, ma anche quanto spazio voglia riservare al metallo giallo nel proprio futuro finanziario.
FAQ
Perché la Cina sta importando così tanto oro nel 2026?
Dietro l’aumento delle importazioni ci sono diversi fattori. La correzione del prezzo internazionale dell’oro rispetto ai massimi di gennaio e la forza dello yuan hanno reso più favorevoli gli acquisti dall’estero. A questo si aggiungono la domanda degli investitori cinesi, gli acquisti della Banca centrale e una strategia più ampia con cui Pechino sta rafforzando il ruolo dell’oro all’interno del proprio sistema economico e finanziario.
È la Banca centrale cinese ad aver acquistato tutte le oltre 1.140 tonnellate importate?
No. Il dato riguarda tutto l’oro importato dalla Cina e non coincide con gli acquisti effettuati dalla People’s Bank of China. La Banca centrale ha dichiarato ad agosto un aumento delle proprie riserve di 20,2 tonnellate, portandole a 2.387 tonnellate. Le importazioni soddisfano invece una domanda molto più ampia che comprende investitori, operatori finanziari, settore orafo e altri soggetti del mercato cinese.
Perché l’oro è considerato strategico dalla Cina?
Il governo cinese definisce ufficialmente l’oro una “risorsa mineraria strategica”, sottolineandone sia la natura di materia prima sia quella monetaria e il suo ruolo per la sicurezza industriale e finanziaria del Paese. Il Gold Industry High-Quality Development Implementation Plan 2025-2027 punta infatti a rafforzare disponibilità delle risorse, produzione, innovazione e filiera nazionale dell’oro.
Glossario delle entità chiave
- People’s Bank of China (PBoC): la Banca centrale della Repubblica Popolare Cinese. Gestisce la politica monetaria del Paese e parte delle riserve ufficiali, comprese quelle in oro.
- World Gold Council (WGC): organizzazione internazionale dell’industria aurifera che produce dati, ricerche e analisi sul mercato mondiale dell’oro.
- Shanghai Gold Exchange (SGE): principale piattaforma cinese dedicata alla negoziazione dell’oro e di altri metalli preziosi. Nel 2025 ha aperto il suo primo caveau offshore a Hong Kong.
- Shanghai Futures Exchange (SHFE): una delle principali borse cinesi dei futures, sulla quale vengono negoziati anche contratti derivati sull’oro.
- Goldman Sachs: gruppo finanziario internazionale che pubblica anche analisi e stime sulla domanda di oro delle Banche centrali.
- Zijie Wu: analista di Jinrui Futures.
- Jinrui Futures: società cinese attiva nel mercato dei futures e delle materie prime.
- Ministry of Industry and Information Technology (MIIT): Ministero cinese che, insieme ad altre amministrazioni centrali, ha promosso il piano 2025-2027 per lo sviluppo dell’industria dell’oro.
- National Financial Regulatory Administration (NFRA): autorità cinese di vigilanza finanziaria che nel 2025 ha avviato il programma pilota che consente a dieci compagnie assicurative di investire nel mercato dell’oro.
Fonti e riferimenti
- China spends record amount importing over 1,000 tonnes of gold this year — Financial Times
- China's gold imports jump in June after international prices slump — Yahoo! Finance
- China gold market update: Official buying accelerated in August — World Gold Council
- Gold Is Forecast to Climb as Central Banks Buy the Precious Metal — Goldman Sachs
- China’s gold chase to gain pace in an uncertain world — S&P Global
- China’s Insurance Funds Inject New Vitality into Global and Domestic Gold Markets — World Gold Council
- Gold delivery vault launched— The Government of the Hong Kong Special Administrative Region